Nella Festa ancora della
Risurrezione soleva favorirla il Signore di qualche straordinario rapimento; e
siccome era solita nei giorni della Settimana Santa partecipare de’ dolori della
sua passione, così il Signore le rimunerava le pene passate con farla partecipe
del giubilo della sua gloriosa Risurrezione. Nell’anno dunque 1714 le si mostrò
il Salvatore pieno di Gloria e sfolgorante di luce quale appunto era uscito dal
Sepolcro; e fu tale la gioia le apportò sì bella vista, che trattala fuori di
sé senza avvedersi, che stava nel Cenacolo, dove colla Comunità aveva ricevuto
il Pane Celeste, incominciò ad esclamare: O che bellezza increata del mio Sposo
Gesù! In Resurrectione tua: Caeli et Terra laetentur; O vaghezza, chi mi consòla
! O lume, che mi rischiara! O Gesù!
