Icona Ven. Rosa Maria Serio - Una figlia di S. Maddalena in terra di Puglia

 



La Venerabile

   

Rosa Maria Serio



Una figlia di S. Maddalena in terra di Puglia
Ostuni - Fasano 
1674-1726

“Essendo l’estate nella Puglia caldo insopportabile, per temperarlo vi è bisogno di grandi rinfreschi. Un anno tra gli altri, essendo il calore cresciuto al sommo, si accorse la caritativa superiora (Suor Rosa Maria Serio) che le sue religiose pativano molto e specialmente la notte, vietando le Costituzioni di uscire di cella... a carità le suggerì di prendere dell’acqua fresca e con una compagna girava sull’ore più affannose della notte per i dormitori e trovando qualche religiosa travagliata dal caldo apriva la cella e porgendo da rinfrescarsi, soleva ancora confortarla con qualche buona parola: 'Or vedete, quanta pena vi porta un poco di caldo! Or che pena sopporteranno quelle anime del purgatorio? Onde procurate di rinfrescarle con qualche atto di virtù'…

Né la sua carità si trattenne nel sollevar le indigenze delle persone, ma anche quelle irragionevoli, come creature di Dio. Si avvide che gli augelli che svolazzavano per il giardino in tempo di estate pativano sete e comandò subito a suor Michela, sua sorella che ponesse nella finestra della sua cella un vaso pieno d’acqua…

Suor Maddalena Semeraro aveva preso un nido d’uccelletti e posti in una gabbia li custodiva per suo divertimento…Giunsero infine in tempo di poter volare e considerando ella le angustie in cui erano aprì la gabbia e nel dar loro la libertà disse: ‘Creature del Signore, create per godere delle campagne, andate a benedirlo!’. Ed uno dopo l’altro se ne volarono”.

Vita della Ven. Madre Suor Rosa M. Serio, 1741

Spiegazione dell ‘icona della Venerabile Rosa Maria Serio di Fasano



Questa icona realizzata da SrB. Tenore (collezione privata), presenta la Carmelitana pugliese, Rosa Maria di Sant’Antonio (Serio), nativa di Ostuni (Brindisi) e vissuta nel Carmelo di Fasano (1674 - 1726).
L’atteggiamento della Venerabile è quello tipico degli oranti nell’iconografia bizantina, con la mano destra sollevata, mentre nella sinistra sostiene il libro delle Costituzioni del Monastero San Giuseppe di Fasano, che per suo consiglio furono aggiornate nel 1698, ispirandole a quelle del Carmelo di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi di Firenze. L'abito marrone scuro (tané), è quello delle Carmelitane dell'Antica Osservanza.

Sul capo e sul petto di Rosa Maria vi sono delle lingue di fuoco, a indicare l’episodio narrato dalle Sorelle e accaduto nel giorno della Pentecoste del 1694, il 30 maggio.
Mentre Suor Rosa Maria stava ricevendo la comunione, un globo di fuoco le si posò sul capo bruciandole parte del velo e della cuffia e imprimendole sul petto una ferita insieme ad una gioia spirituale particolare.



Il mare e gli ulivi, insieme ai piccoli trulli, rimandano alla terra in cui è nata e vissuta, la Puglia. I piccoli fiori (Non ti scordar di me), evocano la possibilità della memoria grata di questa testimone di Gesù. I passerotti richiamano l'episodio della Vita citata all'inizio.





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